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19 maggio 2004

Identificazione di Una Donna (2)

La malcapitata, la sfortunata che prenderà la paglia più corta, non pensi di cavarsela con così poco, con l'ascolto di qualche disco che sfuma tra il triste ed il depressivo. Niente a buon mercato. La sfortunata, dicevamo, avrà a che fare con un personaggio che, nelle giornate passate insieme, vagherà trasognato tra la distrazione e l'assenza. Spesso le capiterà di chiedersi che cosa io abbia da guardare, magari mentre lei rassetta o sta piegando una maglia, oppure mentre si spoglia per venire a dormire: davanti a sè avrà un tipo che la guarda, quasi disinteressato, con quello sguardo distaccato e pigro dei gatti, seguendo ogni movimento, ogni manovra. E non chiedetemi cosa stai pensando, semplicemente in quel momento non sto pensando. Mi accade spesso: mi perdo in un mondo puramente sensoriale, fatto di odori, movimento, colore, forme. Proprio come un gatto seduto sul divano, felice del proprio esistere, del proprio stare al mondo. Fosse tutto lì, se il problema fosse semplicemente accettare la presenza di un essere non pensante che si limita a muovere la punta della coda, magari facendo piano le fusa. C'è di peggio: la mia distrazione tocca vette sublimi, come quando mi capita di mettere una padella sul fornello e chiedermi perché diavolo ci metta tanto a scaldarsi. Lo so, di solito funziona meglio se il fornello è acceso, ma è più forte di me: con quella padella in mano, cinque secondi prima l'avevo sfiorata ed il pensiero era affogato, andato giù per lo scarico, irrimediabilmente. Per non parlare di tutte le volte che dirò dopo lo metto a posto: scordatevelo, un istante più tardi sarò già su di un altro pianeta, con un libro in mano oppure imbambolato davanti ad un cartone animato di Will E. Coyote (il mio preferito, dite che c'è qualcosa di freudiano dietro?). D'accordo, ogni tanto mi prende la vergogna e metto tutto a posto: in posti dove niente sarà più ritrovato.




permalink | inviato da il 19/5/2004 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa


17 maggio 2004

Identificazione di Una donna

L'ispirazione per un post può arrivare così, mentre metti a posto e pieghi la biancheria che avevi steso ad asciugare. Sul lettore gira Tutu di Miles Davis a tutto volume. Giro per casa, ho tolto la camicia e seguo il ritmo con i pensieri. Ed uno di questi dice: la prossima volta che mi innamorerò, sarà di una che apprezzi musica come questa. Così, senza accorgermene, comincio a stilare un identikit della prossima inquilina dei miei ventricoli (destro e sinistro, quando dono il mio organo pulsante, lo dono per intero). Niente di fisico, non ho particolari preferenze, a parte che ho una particolare predilezione per le magre, non ho mai fatto distinzione di altezza, colore di capelli o degli occhi: nella mia vita, poche bionde, molte castane, nessuna rossa, con altezze che andavano dal metro e sessanta fino al metro e settantacinque. Insomma, non sono poi un gran materialone, anche se ogni tanto volo basso per necessità e diletto. Quello che mi ha sermpre attirato in una donna è la testa, il suo atteggiamento nei confronti della vita, dell'esistere, dello stare insieme. Ma. C'é sempre un ma, altrimenti sarebbe troppo facile ed io non sono affatto di bocca buona, per quanto riguarda le questioni amorose. Testa. Quella ci vuole, assolutamente, ma anche pazienza. E qui interviene il grande Miles: the next one, la prossima, dovrà apprezzare, o almeno sopportare serenamente, i miei gusti musicali. Jazz, non molto ma Keith Jarrett, Diana Krall, Miles Davis li ascolto spesso. E non bisogna dimenticare i Madredeus, capaci di stimolare colpi di sonno a chiunque, tranne al sottoscritto, che si sdilinquisce per la voce di Teresa Salgueiro (a proposito, è uscito il nuovo disco, devo comprarlo assolutamente). E poi sì, la martorierò con i miei cantautori, con De André ed il suo genovese stretto, incomprensibile per chi non abbia passato almeno un pò di tempo nella Superba. Il mio ascolto ripetuto di Vecchioni e Guccini, poi, mette alla prova chiunque. Bersani è più facile, servirà a darle qualche speranza di redenzione, ogni tanto. Ed il rock? C'è anche quello: ahimé, tutto marcato anni '80, U2, Simple Minds e Eurythmics. Impietoso vero? Vabbé, in auto le posso lasciare qualche speranza, durante i nostri viaggi, le permetterò anche di ascoltare Britney Spears, Kylie Minogue e Jennifer Lopez: altrimenti mi addormento alla guida.




permalink | inviato da il 17/5/2004 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa

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I Libri :

Dell'amore e altri demoni, G.Garcia Marquez

L'amore ai tempi del colera, G.Garcia Marquez

Amori Ridicoli, Milan Kundera

Il valzer degli addii, Milan Kundera

La musica :

The melody at night, with you, Keith Jarrett

Oporto, Madredeus

Sestri Levante, Roberto Vecchioni

Dentro gli occhi, Roberto Vecchioni

Canto notturno (di un pastore errante dell'aria), Roberto Vecchioni

Stagioni, Francesco Guccini

I Luoghi :

Tulum (Messico)

San Pietroburgo (Russia)

Siena