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30 novembre 2004

Modelli di Riferimento/4: Humphrey Bogart

Più che di imprinting, bisognerebbe parlare di passaggio di consegne: fu la visione di Provaci ancora, Sam a sancire il passaggio dal modello Woody Allen al modello Humphrey Bogart. Il passaggio, in fondo epocale, è quello dall’adolescenza, dalla passività femminea che attende di essere oggetto di scelta, all’attività mascolina, soggetto di scelta. Questo è Bogie: scelgo di soffrire, scelgo di fare qualcosa che non voglio, stringendo i denti, piuttosto di lasciare scegliere agli altri e perdere il controllo della mia vita. E’ la scelta di Sam Spade nel Mistero del Falco, che consegna Mary Astor, la donna amata e colpevole, alla polizia, piuttosto che accettare il ricatto della felicità in cambio dell’ingiustizia. Allo stesso modo, Rick lascia partire Ilsa, anzi, le ordina di partire, perché vuole tenere in mano la propria vita e la propria felicità, piuttosto che affidarla ancora alla donna che, già una volta, sparì per inseguire il proprio dovere. Quella che Rick rifiuta è una felicità in bilico tra il volere ed il dovere, meglio, allora, bastare a se stessi. E poi, non dimentichiamolo, Rick è un moralista, gli piacciono le cose chiare ed ha le idee chiare, cosa se ne farebbe della moglie di un altro? Che dire, poi, della sintesi perfetta tra il personaggio Marlowe, nel Grande Sonno, ed il personaggio Bogart? Come se certi ruoli nascessero in attesa dell’attore. Ho visto, recentemente, Marlowe indaga, ovvero il Grande Sonno interpretato negli anni ’60 da Robert Mitchum: dove c’è controllo, appare indolenza, dove c’è disillusione e cinismo, si trova rassegnazione. Non è la stessa cosa, non c’è gara tra il pur grande Bob e Humphrey.  

La cifra di Bogart è visibile in tutte le sue interpretazioni: il controllo che nasce dall’esperienza della vita, la protezione di qualcosa, un sentimento, una sensibilità, che si intuisce nello sguardo, dietro nella solitudine per scelta, in uno scotch bevuto da solo, magari mentre Sam suona As time goes by , oppure inaugurando una grande amicizia con il capitano Renault. E l’amicizia, si sa, è basata su di un ideale di vita, mentre con le donne, la vita va praticata.

Come Woody, ogni tanto mi sono chiesto cosa avrebbe fatto Bogie al mio posto. L’ho fatto, ho detto nessuno può fermare quelli come noi, my darling. Ho rimpianto, ogni tanto, di non amare scotch e sigarette, di non avere un borsalino da calare sugli occhi per nascondere una lacrima, mentre dicevo addio. Perché dovevo, non perché volevo. Lo dovevo a me stesso.




permalink | inviato da il 30/11/2004 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


27 novembre 2004

Il nostro eroe

Il nostro eroe non si sentiva molto eroe, quella sera, forse per la spalla dolorante, forse perché una pizzeria non è il luogo più adatto per sentirsi eroi. La spalla si era infortunata al mattino, a causa di un movimento di quelli che solitamente si fanno senza danni, senza neanche accorgersi di averli fatti. In pizzeria, invece, c’era arrivato in compagnia di una ragazza, dopo averla portata in giro per tutto il pomeriggio, raccontando storie, Storia e aneddoti più o meno noti. La pizzeria, poi, non era neanche delle migliori, visto che la sua preferita era piena come un uovo ed un eroe non aspetta fuori al freddo con una pulzella, aspettando che qualcun altro finisca il limoncino.

Il posto prescelto non era poi male, a dire il vero, ma i camerieri parevano essere capitati lì per caso e, spesso, magari con una pizza fumante in mano, si fermavano davanti al televisore per seguire un la partita.  Una scolaresca, nell’altra sala, festeggiava con urla e schiamazzi l’ultimo giorno di scuola.

La pulzella, non dimentichiamoci di lei: era la seconda volta che usciva da sola con l’eroe, quindi era un po’ agitata. Più volte, nel corso della giornata, si era chiesta se lui avrebbe fatto o non il primo passo e, soprattutto, se gliel’avrebbe permesso. Lui, invece, per tutto il tempo aveva cercato di pensare ad altro, soprattutto ad evitare smorfie di dolore ogni volta che alzava il braccio per indicare qualche palazzo o per sfiorarla, quasi casualmente. 

A tavola, l’eroe cominciò a sciorinare tutto il proprio fascino: non smise di sorridere neanche un istante, neppure quando la mozzarella di bufala rovente gli scavò un cratere nel palato, anzi, si esibì in racconti di avventure, di malefatte compiute in gioventù, perché lei non lo credesse troppo tranquillo, e di grandi amori, più recenti, perché lei intuisse la sua grande sensibilità. Al momento del caffè, la pulzella, rimasta in silenzio per quasi tutto il tempo, limitandosi a espressioni di ammirato stupore e di sorridente ironia, non riusciva a staccare lo sguardo dalle labbra di lui.

Ecco, pensò l’eroe in quel momento, ora pagherò, poi le aprirò la porta uscendo e, in quel momento, approfitterò dell’occasione per baciarla..

Tutto andò secondo programma: il cameriere, meno distratto dalla partita visto che la sua squadra stava vincendo tre a zero, si ricordò di passargli lo scontrino con un po’ di grazia e con altrettanta, insospettata, eleganza, gli fece firmare lo scontrino della carta di credito. La pulzella si infilò il cappotto, l’eroe la aiutò, da vero signore, cogliendo l’occasione per avvicinare le proprie labbra al suo orecchio, facendola arrossire.

Il cameriere, sagace, colse il momento e pensò: stasera si tromba, eh?

Uscendo, l’eroe cedette il passo, con un movimento danzato, elegante e leggero, quindi afferrò la maniglia della porta e con un gesto energico la trasse a sé, ricordandosi improvvisamente della spalla dolorante.

La pulzella colse quell’espressione tesa, stupita, e chiese:

-          Pagato molto? Non ti dovevi disturbare…

-          Nessun disturbo, è un piacere… - ripose lui, invocando silenziosamente la Madonna di Voltaren, dopodiché, tornò a sfiorarla, ma lei si allontanò, con grazia e fermezza.

Il nostro eroe accompagnò la pulzella a casa e la baciò sulle guance, non gli passò neanche per la testa di cercare le sue labbra.




permalink | inviato da il 27/11/2004 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 novembre 2004

Grazie Berlusconi!

Ho letto le tabelle di reddito secondo i nuovi scaglioni: pare che guadagnerò qualcosa come:

38 Euro

in più al mese... Che bello, così potrò uscire a cena da solo una volta al mese, purché non pretenda di mangiare pesce, prendere una bottiglia di vino o parcheggiare in un parcheggio a pagamento. Peccato che con la stessa cifra, prima dell'arrivo del Berlusconi, a cena ci sarei andato in compagnia di qualche bella signorina. E poi uno si lamenta perché gli italiani non fanno più figli...




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I Libri :

Dell'amore e altri demoni, G.Garcia Marquez

L'amore ai tempi del colera, G.Garcia Marquez

Amori Ridicoli, Milan Kundera

Il valzer degli addii, Milan Kundera

La musica :

The melody at night, with you, Keith Jarrett

Oporto, Madredeus

Sestri Levante, Roberto Vecchioni

Dentro gli occhi, Roberto Vecchioni

Canto notturno (di un pastore errante dell'aria), Roberto Vecchioni

Stagioni, Francesco Guccini

I Luoghi :

Tulum (Messico)

San Pietroburgo (Russia)

Siena